Dal pane al cibo che serve, tempo di sviluppo

Per continuare a contrastare lo spreco alimentare c’è bisogno di diventare grandi.
Il Pane A Chi Serve 2.0 si prepara a crescere e l’evoluzione si chiama il Cibo che Serve.

Un progetto Che Serve: secondo il Rapporto Caritas “La povertà a Roma, un punto di vista” accanto alla povertà assoluta e relativa cresce anche la povertà alimentare: 7.550 persone sono in povertà estrema e oltre 130.000 famiglie sono in quella alimentare. Tra queste 500.00 persone (150 mila minori) mangiano in maniera adeguata solamente ogni 2 giorni. Dati che non lasciano scampo e fotografano in modo tangibile il malessere della Capitale.
In questo contesto scende in campo il Cibo che serve. Il progetto, organizzato dalle ACLI di Roma e finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del bando per il contrasto delle povertà estreme e della marginalità sociale, vuole ampliare il raggio d’azione del Pane A Chi Serve 2.0 che solo nel 2017 ha recuperato 76.500 kg di pane.

L’evoluzione: il potenziamento riguarderà i generi alimentari e la rete solidale. Oltre al pane, infatti, la raccolta e redistribuzione coinvolgerà frutta, verdura e cibi freschi di prossima scadenza.
Tutto grazie all’acquisto di un furgone refrigerato con certificato ATP, il coinvolgimento di diverse realtà produttive e l’ampliamento dei Municipi coinvolti (già 6 hanno aderito): ai panificatori si aggiungeranno servizi di catering e ristorazione, negozi di vendita al dettaglio, passando anche per la Grande Distribuzione Organizzata, i mercati rionali e agroalimentari.
Destinatari delle eccedenze? mense, parrocchie ed enti caritatevoli con l’obiettivo di intercettare almeno 3.000 poveri ogni giorno.

APP…osta per tutti: per rafforzare la creazione della rete territoriale c’è bisogno della tecnologia. In cantiere allora la creazione dell’applicazione per smarthphone, Romacheserve.
L’app sarà a disposizione di tutti ed oltre ad individuare le realtà in campo contro la povertà, semplificherà l’incontro tra realtà produttive e realtà solidali sotto la regia delle ACLI di Roma.

Dall’emergenza all’inclusione attiva: facendo propria la logica multi tasking che caratterizza il modello operativo delle ACLI di Roma, il progetto propone un’azione di contrasto alla povertà; coniugando concretezza, esigibilità dei diritti e politiche attive di inclusione attraverso la realizzazione di 6 presidi solidali; luoghi di ridistribuzione diretta del pane e dei cibi freschi in scadenza alle famiglie bisognose e di presa in carico della persona a 360°

Come? grazie a percorsi personalizzati in cui saranno coinvolte tutte le competenze del Sistema Acli; dall’orientamento e inserimento nel mondo del lavoro, ad attività di formazione sull’esigibilità dei diritti ad iniziative culturali, sportive e di educazione e promozione del volontariato.

Prevenire per curare: la partita contro lo spreco alimentare si gioca anche in anticipo, così in programma ci sono momenti di formazione e sensibilizzazione sul riuso del cibo e lezioni di cucina.
In questo ambito, dal 28 febbraio, le porte delle cucine dell’Istituto Alberghiero “Vincenzo Gioberti” si sono aperte per il corso di cucina mediterranea. Sensibilizzandosi sul tema del volontariato e dell’integrazione gli aspiranti chef dell’Istituto sono diventano docenti speciali di un gruppo di 15 immigrati. Per chiudere in bellezza il 23 marzo è in programma un food contest in pieno stile Masterchef dove studenti ed immigrati verranno divisi in squadre e si sfideranno per il miglior menù anti spreco.