Tempo di passione

Siamo alla vigilia della Pasqua, tempo di gioia e di festa, preceduto dalla memoria della passione di Cristo. Non serve essere dei grandi teologi per riconoscere nella passione di Gesù quella dell’uomo e viceversa.

Lo diceva già il noto filosofo Pascal, «Cristo sarà in agonia fino alla fine del mondo. Non possiamo dormire in tutto questo tempo» (Pensieri 553).

Soffre dovunque ci sia un essere umano che lotta con la paura, l’angoscia, in una situazione senza via d’uscita, come Lui quella notte.

Soffre con i poveri, i malati, i disperati, i perseguitati, con chi ha perso tutto e con chi non ha mai avuto niente. Soffre davanti alla ingiustizie, agli sprechi di risorse e di cibo.

Quanti Getsemani ci sono ancora nelle zone martoriate del mondo, ma anche nella nostra città! Quanti «Crucifige!», quante condanne sono pronunciate anche oggi con la complicità o l’indifferenza di molti! Una passione che assume le tante sfaccettature della sofferenza.

Si soffre anche per la politica, perché in ballo c’è il nostro futuro.

Dopo una tornata elettorale dagli esiti incerti, auspichiamo  si possa  fare al più presto  il nuovo Governo, in attesa di sviluppi, è proprio il caso di dire, ma una cosa è sicura: la gente è tornata a votare! La strada ancora è lunga, ma il desiderio di partecipazione, evidentemente, è tornato ad animare gli elettori, anche per esprimere un disagio attraverso il voto. Noi abbiamo cercato di dare il nostro contributo con la campagna #voTiAMO, con cui abbiamo raccolto oltre 100 video in meno di un mese, rappresentando mondi diversi: dai segretari delle tre principali sigle sindacali di Roma e Lazio all’economista Leonardo Becchetti, dal Forum nazionale dei Giovani alla simpatica nonna Maria dalla Puglia, e poi personaggi della cultura come Piera Levi Montalcini e dello spettacolo come Beatrice Fazi e Dado, delle associazioni, dal Moica al presidente Nazionale Rossini e tantissimi giovani, a partire da quelli delle ACLI, che hanno adottato la campagna, e poi tanti messaggi da tutta Italia e non solo. Una campagna di  “alfabetizzazione civica”, la nostra, che continua, perché #credibile #fattibile e #responsabile non sono solo aggettivi da hashtag, ma impegni da prendere con i cittadini che non si esauriscono certo con una tornata elettorale

Si soffre per il lavoro, dalla perdita di lavoro, al lavoro nero, passando per la disoccupazione e per i working poor:  tante sofferenze che rappresentano metaforicamente le tante stazioni della Passione di Cristo.

Si soffre per una quotidianità sempre più problematica, da una parte per la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro, anche per la carenza di servizi, dall’altra per l’invivibilità della nostra città, tra buche, alberi pericolanti, spazzatura e traffico.

Soffrono i romani , ma soffrono  ancora di più  tutti quegli invisibili che speravano di essere accolti meglio nella grande capitale.

Allora questo è il momento in cui Roma ha bisogno di tutti noi e di ciascuno di noi, perché “c’è tanto da fare in questa Roma da amare” e qui scatta la “passione” nella sua accezione positiva. Quella passione che è un motore di azioni positive che servono anche a colmare le sofferenze e a tentare di costruire un futuro migliore .

Quella stessa passione che anima le tante organizzazioni sociali, noi compresi, che si impegnano quotidianamente per costruire una comunità più accogliente e solidale.

Una passione che abbiamo raccontato anche con una modalità nuova e travolgente, per offrire il nostro personale tributo alla città.

Nasce così il brano rap “In questa Roma da amare”, che ora è anche un video rilanciato dal Messaggero.it.

Un modo per raccontare – in rima – quello che facciamo, ma anche un invito, energico e pieno di vita, a rimboccarsi le maniche per sprigionare le forze buone di cui ha bisogno la nostra città per risollevare la china. Il tutto, sullo sfondo di un luogo simbolo della città come il Colosseo, a rappresentare la bellezza e la grandezza di Roma, troppo spesso offuscate dai problemi, appunto.

Ma c’è un’altra passione che ci sta a cuore, ed è quella di dare speranza e concretezza ai giovani, mettendo al centro il lavoro dignitoso e lo vogliamo fare con “Generare Futuro”, un progetto articolato che vuole dare ai giovani valori e strumenti per avvicinarli al mondo del lavoro, con un grande valore aggiunto dato dalla rete tra associazioni che si riconoscono nei valori universali Dottrina Sociale della Chiesa.

Una rete non scontata che vuole essere il primo passo di quella grande Alleanza per il Lavoro Dignitoso, che mira a promuovere e rimettere al centro il lavoro quale perno di cittadinanza e sviluppo integrale della persona e della comunità.

Questo è il senso della passione che preferiamo, quella che è stata alla base dell’iniziativa di accoglienza a Via Dandolo, che ha visto per settanta giorni, circa quaranta nostri volontari che si sono dati il cambio tutte le sere per  rendere più calda ”l’emergenza freddo” di questo lungo inverno, ancor più duro per i tanti senza fissa dimora della città.

Servire un pasto caldo la sera anche sfidando le intemperie e la neve, è stato non solo il modo di rispondere concretamente ai bisogni primari, ma anche il primo passo per capire le necessità delle persone e aiutarle nel loro percorso di inclusione attiva, che passa per l’esigibilità dei diritti, per le politiche attive, come il lavoro, per le attività aggregative che sono un antidoto alla solitudine, per il nostro farci enti di prossimità tra cittadini e istituzioni, alle quali continuiamo a fare da pungolo.

“Via Dandolo” non è finita il 13 marzo, cioè, sulla carta sì, ma in pratica no, visto che il giorno dopo, solo per citare un esempio, uno degli ospiti era in sede da noi a imparare a usare il computer con i nostri impagabili volontari di Servizio civile.

Attraverso la nostra azione abbiamo offerto anche la possibilità di partecipare ai nostri corsi di italiano e a quelli di cucina e abbiamo portato in strada i nostri servizi di CAF e Patronato mettendo sempre la passione al servizio delle fragilità.

Una passione che, attraverso il nostro Servizio quotidiano, diventa sempre più accoglienza, incontro e speranza.

Una passione da condividere.

Buona Pasqua!